Per la Persona.
03
Pratiche corporee:
Pilates, DanzaTerapia
04
La Presenza si allena nella quotidianità
01
il metodo
La Mappa della Presenza
L'origine
Ogni relazione che viviamo nasce da un modo di essere presenti a noi stessi e agli altri. La qualità della presenza con cui abitiamo noi stessi e gli altri orienta il modo in cui percepiamo, diamo significato e costruiamo le nostre relazioni. Un circuito a retroazione che ho chiamato La Mappa della Presenza.
La Mappa
La Mappa della Presenza pone al centro la Persona, che si esprime e si costruisce attraverso tre linguaggi in costante interazione: il Corpo, la Parola e la Relazione.
Il Corpo percepisce.
La Parola attribuisce significato all’esperienza.
La co-costruzione di significati crea Relazione.
La Presenza è una qualità emergente, che prende forma proprio nell'incontro dinamico tra Corpo, Parola e Relazione.
La Mappa aiuta a comprendere come nasce la qualità della nostra Presenza e dove intervenire quando qualcosa si blocca: a livello corporeo, sul piano dell’attribuzione di senso (perché non è rilevante ciò che ci accade, ma quel che facciamo di ciò che ci accade e pertanto del senso che gli diamo), e/o nella dimensione relazionale.
Una mappa che continua a muoversi
Come
un sistema a retroazione, ciò che accade nella dimensione relazione influenza il Corpo; ciò che di nuovo arriva dal Corpo, sotto forma di percezioni, quando viene decodificato ha effetti su come abitiamo la Relazione.
Una mappa, non una formula
Non un modello da applicare. Non un percorso rigido.
Come ogni mappa, non sostituisce il cammino. Lo orienta.
Per questo la considero una pratica.
Come lavoro con questa mappa
Ogni persona arriva con una storia diversa.
Per questo il metodo non consiste nell'applicare esercizi uguali per tutti.
Utilizzo strumenti provenienti dalla psicologia, dal lavoro sul corpo e dall'esperienza di gruppo per creare una cornice nella quale la presenza possa essere allenata.
Perché la presenza non è un talento. È una pratica.
02
allenare la presenza
Un luogo per allenare la presenza
Viviamo giornate piene. Le richieste si susseguono, le relazioni cambiano velocemente, il corpo continua a parlarci mentre la mente corre già verso ciò che verrà.
In questo ritmo è facile accorgersi di essere presenti ovunque, tranne che a sé stessi.
Allenare la Presenza nasce per questo.
Per creare uno spazio in cui rallentare, ascoltare senza giudicare ed esplorare un modo diverso di abitare sé stessi e le proprie relazioni.
Perché la presenza non è una qualità che alcuni possiedono.
È una pratica che necessita di allenamento.
Perché allenare la presenza
Essere presenti non significa controllare tutto ciò che accade.
Significa imparare ad accorgersi.
Del corpo.
Del respiro.
Dei pensieri che attraversano la mente.
Delle emozioni che prendono forma.
Di ciò che accade nella relazione con gli altri.
Ogni volta che ci accorgiamo, nasce uno spazio.
Ed è in quello spazio che diventa possibile scegliere, invece di reagire automaticamente.
Allenare la Presenza significa coltivare proprio questa possibilità.
Come si lavora
Ogni incontro intreccia tre linguaggi che accompagnano da sempre il mio lavoro.
Il Corpo
Il Corpo custodisce informazioni che spesso la mente non riesce ancora a nominare.
Attraverso il movimento, il respiro, la postura e l'ascolto del Corpo impariamo a sentire e a rimanere in ascolto di ciò che stiamo vivendo.
La Parola
Mettere in parola l'esperienza permette di darle forma, attribuirle un significato.
Le parole non servono a spiegare ciò che accade, ma ad avvicinarsi ad esso con maggiore consapevolezza.
La Relazione
La Presenza non si costruisce da soli.
È nella relazione con gli altri che possiamo osservare come ascoltiamo, comunichiamo, scegliamo, come costruiamo fiducia e come ci trasformiamo.
Per questo il gruppo diventa uno spazio di apprendimento e di sperimentazione.
Un allenamento,
non una lezione.
Allenare la Presenza non è un percorso da seguire passivamente.
È uno spazio esperienziale.
Ogni proposta nasce dall'incontro tra riflessione psicologica, esperienza corporea e confronto nel gruppo.
Non si tratta di imparare qualcosa di nuovo.
Si tratta, piuttosto, di
riconoscere ciò che è già presente e renderlo progressivamente più disponibile
nella vita quotidiana.
Cosa troverai.
Un luogo in cui rallentare e, quando ne avrai bisogno, fermarti.
Un tempo dedicato all'ascolto.
Esperienze corporee accessibili a tutti.
Riflessioni psicologiche.
Dialogo e confronto.
Silenzi.
Movimento.
Domande.
E la possibilità di allenare, incontro dopo incontro, quella qualità della Presenza che accompagna ogni relazione della tua vita.
A chi si rivolge.
A chi desidera abitare le relazioni con maggiore consapevolezza.
A chi attraversa un momento di cambiamento e sente il bisogno di ritrovare un punto di appoggio.
A chi lavora con le persone e riconosce che la qualità della propria presenza è parte integrante del proprio lavoro.
A chi sente che il corpo ha qualcosa da raccontare.
A chi desidera trasformare il modo in cui vive sé stesso, gli altri e i luoghi che abita.
04
La presenza
si allena nella quotidianità
L'obiettivo non è vivere esperienze straordinarie.
È tornare alla vita di tutti i giorni con uno sguardo diverso.
Accorgersi un istante prima.
Respirare un po' più profondamente.
Scegliere con maggiore libertà.
Abitare le relazioni con una presenza più piena.
Perché è nella quotidianità che la pratica prende forma.
Ed è nella continuità che la presenza, lentamente, trasforma il nostro modo di vivere noi stessi, gli altri e la comunità.
